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Sicurezza della rete

Lavorare da casa in sicurezza: VPN e accesso remoto allo studio spiegati semplice

Cos'è una VPN, perché è più sicura dei programmi di controllo remoto e delle porte aperte sul router, e le regole per lavorare da casa senza rischi.

In breve
  • Una VPN aziendale crea un tunnel cifrato tra il computer di chi lavora da casa e la rete dello studio: solo chi ha le credenziali giuste può entrare.
  • Le alternative più diffuse, porte aperte sul router per il desktop remoto e programmi di controllo remoto sempre attivi, sono tra le vie d'ingresso preferite dagli attaccanti.
  • Una VPN va protetta con autenticazione a due fattori, aggiornata e sorvegliata: cento tentativi di password in un'ora sono un segnale da non ignorare.
  • Non confondere la VPN aziendale con le VPN commerciali per navigare in anonimato: servono a cose diverse.

Dopo il 2020 lavorare da casa è diventato normale anche negli studi professionali: il commercialista che finisce una dichiarazione la sera, l’avvocato che consulta un fascicolo in trasferta, il collaboratore part-time. Il problema è come ci si collega allo studio. Spesso la soluzione è stata improvvisata in fretta e non è mai stata rivista. Vediamo come impostare una VPN per il lavoro da remoto e perché è la scelta più sicura.

Cos’è una VPN?

Una VPN (Virtual Private Network, rete privata virtuale) è un collegamento cifrato che fa “entrare” un dispositivo lontano nella rete dello studio come se fosse fisicamente in ufficio, attraverso internet ma senza che altri possano leggere o intercettare il traffico. Si può immaginare come un tunnel privato scavato sotto una strada pubblica.

Per collegarsi servono un programma (il client VPN) sul computer di chi lavora da casa e un apparato in studio che accetta solo le connessioni autorizzate, di solito il firewall (→ perché il router non basta).

VPN aziendale e VPN commerciale: non sono la stessa cosa

Le VPN pubblicizzate online per “navigare in anonimato” o vedere contenuti di altri Paesi servono a nascondere la propria posizione verso i siti visitati. Non danno accesso alla rete dello studio e non lo proteggono. In questo articolo parliamo solo della VPN aziendale, che collega in modo sicuro le persone autorizzate all’ufficio.

Perché le soluzioni “improvvisate” sono pericolose

Metodo Come funziona Rischio
Porta aperta sul router per il desktop remoto Il computer dell’ufficio è raggiungibile direttamente da internet Chiunque nel mondo può provare a indovinare la password; è una delle vie d’ingresso più usate dai ransomware
Programma di controllo remoto sempre attivo Un servizio esterno fa da ponte verso il PC Se le credenziali vengono rubate, l’accesso è immediato; spesso nessuno sa chi lo usa e quando
VPN con due fattori Si entra in rete solo dopo l’autenticazione forte Rischio molto più basso, se la VPN è aggiornata e sorvegliata

I servizi esposti su internet vengono scansionati di continuo da programmi automatici che cercano porte aperte e provano password comuni. Non serve essere un bersaglio “interessante”: basta essere raggiungibili. Per saperne di più leggi come entra il ransomware negli studi.

Come deve essere una buona VPN per lo studio

  1. Autenticazione a due fattori obbligatoria: la password da sola non basta (→ guida a MFA e passkey).
  2. Un account per persona, mai credenziali condivise: così si sa chi si è collegato e quando, e si può revocare l’accesso a chi lascia lo studio.
  3. Protocollo moderno e aggiornato, come WireGuard, apprezzato per semplicità e prestazioni, o soluzioni equivalenti mantenute.
  4. Accesso solo a ciò che serve: chi deve usare il gestionale non ha bisogno di raggiungere telecamere e NAS (→ segmentazione della rete).
  5. Aggiornamenti tempestivi dell’apparato VPN: negli ultimi anni le vulnerabilità degli apparati VPN e dei dispositivi di confine sono state tra le più sfruttate dai criminali.
  6. Sorveglianza dei tentativi di accesso: ripetuti tentativi falliti, accessi da Paesi insoliti o in orari strani devono generare un avviso.
  7. Registro degli accessi conservato, utile anche ai fini del GDPR.

Le regole per chi lavora da casa

  • Usa il computer dello studio, non quello di famiglia condiviso con i figli.
  • Aggiorna sistema e programmi, anche sul portatile che vive a casa.
  • Cifra il disco del portatile: se viene rubato, i dati restano illeggibili.
  • Proteggi il Wi-Fi di casa con una password robusta e cambia quella predefinita del router.
  • Blocca lo schermo quando ti allontani, anche a casa.
  • Non salvare documenti dei clienti in cartelle personali o servizi cloud privati.
  • Scollega la VPN quando hai finito.
  • Evita le reti Wi-Fi pubbliche per lavorare; se proprio serve, collegati sempre con la VPN.

Uno scenario reale

Il venerdì sera, da un Paese estero, qualcuno prova cento password sulla VPN dello studio. Con una VPN ben configurata, i tentativi falliscono comunque grazie ai due fattori. Ma è un’informazione importante: qualcuno sta bussando. In Strega Defence questo evento fa scattare il blocco automatico delle connessioni da quel Paese, e il titolare riceve un avviso sull’app, in italiano semplice, che gli spiega cosa è successo e che non deve fare nulla. Tutto resta nel registro.

Un dettaglio tecnico che fa la differenza: la Strega Defence Box comunica con la piattaforma attraverso un collegamento cifrato che parte da lei stessa, quindi per gestirla e ricevere gli avvisi non serve aprire nessuna porta in ingresso nello studio. Scopri Strega Defence.

Per verificare anche gli altri aspetti della sicurezza, prova la checklist in 10 domande.

Domande frequenti

Cos’è una VPN aziendale?

È un collegamento cifrato che permette a chi è fuori sede di accedere alla rete dello studio come se fosse in ufficio. Solo le persone autorizzate, con le credenziali e il secondo fattore di autenticazione, possono collegarsi.

È sicuro usare programmi di controllo remoto per lavorare da casa?

Possono essere usati in modo controllato, per esempio per l’assistenza tecnica occasionale, ma lasciarli sempre attivi come metodo di lavoro quotidiano è rischioso. Se le credenziali vengono rubate, l’accesso al computer dello studio è immediato. Per l’uso quotidiano è preferibile una VPN con due fattori.

Perché non bisogna aprire porte sul router?

Perché rende un servizio dello studio raggiungibile da chiunque su internet. Programmi automatici scansionano continuamente la rete alla ricerca di porte aperte e provano password comuni o sfruttano difetti noti: è una delle vie d’ingresso più usate dagli attacchi ransomware.

La VPN rallenta il lavoro?

Con una linea adeguata e un protocollo moderno come WireGuard, il rallentamento è di solito trascurabile per l’uso di gestionali e documenti. Può essere più evidente con file molto grandi o con connessioni domestiche lente.

Una VPN commerciale protegge il mio studio?

No. Le VPN commerciali servono a nascondere la propria posizione mentre si naviga e non danno accesso alla rete dello studio. Per lavorare da remoto serve una VPN aziendale configurata sull’apparato dello studio.

Fonti e approfondimenti


Scritto da Ing. Sergio Florio, fondatore di Strega Byte, ingegnere con oltre vent’anni di esperienza tra ricerca, sviluppo e impresa. Articolo aggiornato all’11 ottobre 2026.

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